I risultati del confronto tra i due periodi estivi, risultanti da tutti gli indici biotici applicati, hanno sottolineato che, il sito A3 (sito di trattamento), ha rivelato un netto miglioramento nell’estate 2019, circa un anno dopo l’installazione di bioeremediatori, mostrando un imprevisto cambiamento soprattutto da un punto di vista qualitativo. Alcune delle specie precedenti, indicatrici di condizioni stressate sono praticamente scomparse (Capitella capitata), al loro posto ce ne sono altre più indicative di “buona situazione ambientale”. Questo è il caso, ad esempio, del polichete Spiochaetopterus costarum.

MACROALGAE
Un primo set di coltivazione ha riguardato l’alga verde Chaetomorpha linum che ha svolto il ruolo di biorimediatore in relazione al suo ciclo vitale per 6 mesi, alla fine del quale è stata raccolta circa la metà delle tonnellate totali previste (2.8 t). Nel caso di Gracilaria bursa-pastoris, coltivata nei restanti 6 mesi, è stata raccolta meno della restante quantità attesa a causa dell’interruzione della produzione dovuta alla crisi distrofica i cui effetti sulle macroalghe sono stati evidenti a fine settembre.
PORIFERI
Della spugna Sarcotragus spinosulus sono stati posti in allevamento tra settembre e ottobre 2018 circa 2.000 esemplari, le cui performance di allevamento ottenute hanno messo in luce l’elevata capacità di questa specie di sopravvivere e crescere in strutture verticali, aumentando la biomassa costantemente e piuttosto velocemente. La valutazione delle performance di allevamento delle spugne dopo lo stress iniziale ha messo in evidenza come nel dicembre 2019 il volume complessivo sia pressoché raddoppiato, arrivando ad unaproduzione netta di circa 200 litri di biomassa spongina.
ANELLIDI POLICHETI
La densità finale nel mese di novembre è stata stimata in circa 100 vermi al metro lineare, per un numero di vermi pari a 174.000 vermi. Durante i mesi estivi la mortalità è aumentata notevolmente, la diminuzione della densità comunque è dovuta principalmente al distaccamento dei vermi dal collettori. Le due specie ottenute Sabella sallanzanii e Branchiomma luctuosum sono in rapporto di 8 a 2. Questo primo anno di allevamento ha dimostrato la possibilità di realizzare un sistema che può permettere di ottenere facilmente un’elevata biomassa stimata in questo primo anno in circa 6 quintali.

CONTROLLO DEL MESE DI APRILE 2019 DELLE SPUGNE DELL’IMPIANTO REMEDIA LIFE

Le spugne poste in allevamento dallo scorso settembre, anche se meno fotogeniche delle vicine sabelle!, sono in buona salute. I monitoraggi effettuati hanno mostrato una sopravvivenza dei frammenti allevati vicina al 90%. La fase iniziale che è quella più critica e delicata sembra essere superata, infatti, le superfici sono ben cicatrizzate ed è già possibile osservare il loro accrescimento.

L’allevamento dei poriferi in ambiente naturale viene effettuato sfruttando la loro capacità di riprodursi asessualmente per frammentazione. Per la realizzazione dell’impianto di allevamento di poriferi, infatti, lo scorso settembre sono stati raccolti in immersione, esemplari “donatori”, avendo cura di lasciare in loco la parte basale dell’individuo per poterne permettere la ricrescita. Gli esemplari raccolti sono stati tagliati in frammenti e posizionati all’interno di strutture mobili (retine del tipo utilizzato per la mitilicoltura e/o sospese su sagole).

A breve procederemo con la sostituzione delle strutture mobili per evitare che il reclutamento primaverile del fouling ricopra e soffochi le spugne impedendone filtrazione e crescita.