Progetto REMEDIAlife: procede l’allevamento degli organismi biorisanatori, si punta anche a sostituire il materiale plastico

Il progetto finanziato dalla Comunità Europea va avanti nonostante il maltempo: tre gruppi hanno lavorato distintamente per completare i long-line

Procede a gonfie vele il progetto REMEDIAlife, coordinato dall’Università del Salento, che sta studiando il modo per migliorare l’ambiente dove si pratica l’acquacoltura rendendola biologica ed ecologica attraverso l’utilizzo di organismi biorisanatori. Il maltempo si è fatto sentire anche nella zona del Mar Grande di Taranto dove si trovano le vasche di allevamento dell’impianto, ma nonostante tutto le attività dei subacquei e dei ricercatori non si sono fermate. Nelle ultime settimane sono stati completati i long-line, predisposti per delimitare una zona precisa contenente 4 gabbie galleggianti. Su questi long line sono state inserite le strutture con gli organismi biorisanatori per il loro allevamento. Tre gruppi hanno lavorato distintamente: quello dell’Università di Bari ha raccolto due specie di spugne, i cui frammenti sono stati sistemati in retine appese alle cime dei long-line, lunghe 6 metri circa, mentre quello del CNR di Taranto ha sistemato in superficie retine contenenti inoculi dell’alga Cladophora, raccolta in zona. Il gruppo dell’Università del Salento, infine, ha raccolto vermi tubicoli filtratori adulti, inseriti in retine e posti a circa 5 e 6 metri. Sono stati infine posti molti collettori per la raccolta del reclutamento. Tra le due specie di vermi policheti una si riproduce da ottobre a novembre, l’altra si riprodurrà tra dicembre e gennaio, e l’attesa cresce. Tutto il progetto REMEDIA è volto a far diventare l’allevamento di questi organismi biorisanatori tanto di routine quanto quello dei mitili.

La prossima operazione, che sarà completata a dicembre, sarà quella di piazzare otto retine di mitili per ogni camera dei long line, che andranno ad accompagnare le otto reti di spugne, vermi policheti, collettori per le larve dei vermi e alghe già presenti. Grande attenzione da parte del progetto REMEDIAlife, infine, sulla possibile sostituzione del materiale plastico nell’allevamento: già ora si predilige l’uso di materiali naturali, cominciando dall’uso di corde al cocco al posto di quelle di nylon,

Va ricordato, infine, che il progetto Remedia Life (REmediation of Marine Environment and Development of Innovative Aquaculture), è finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito dei progetti programma LIFE E+nvironment della Commissione Europea, con durata di 4,5 anni quadriennale (luglio 2017- dicembre 2021). Vale complessivamente 2,48 milioni di euro, ed è nato nel Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento, in collaborazione con la sede IRSA CNR di Taranto, il Dipartimento di Biologia delll’Università degli Studi Aldo Moro di Bari e l’impresa Maricoltura Mar Grande s.r.l.

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